"Non ho tempo per una formazione": parliamone davvero
"Elena, la formazione mi piacerebbe tantissimo. Ma non ho tempo."
Questa frase la leggo spesso. Nei test di idoneità, nei messaggi privati, nelle call. E per anni le ho risposto con un calendario: ecco le date, ecco le ore, guarda che si riesce.
Poi ho capito che stavo rispondendo alla domanda sbagliata.
Se anche tu ti sei detta questa frase, per una formazione, per un corso, o anche solo per venti minuti di pratica al mattino, questo articolo è per te. Alla fine avrai un modo diverso di guardare il tuo tempo. E forse anche i tuoi ostacoli.
(nel momento in cui scrivo è ottobre: il mese in cui insegno il radicamento. Non è un caso.)

Ho creato il Cerchio di Kalena in un momento in cui sentivo di dare tutto a tutti, tranne che a me stessa.
Ero mamma, insegnante, fondatrice, partner. Le giornate erano piene dalla prima all'ultima ora. Tutto funzionava. Tutti stavano bene.
E in mezzo a tutto questo…
IO DOV'ERO?
Me lo sono chiesta una sera. Era tardi, e il bambino si era finalmente addormentato. Io avevo da lavare i pannolini (perche' ho usato i pannolini lavabili per non inquinare troppo!) sistemare la cucina e preparare la lezione di yoga per il giorno dopo. Ho sentito un senso di sopraffazione, come se tutto dipendesse da me e se non ce la facevo... no, il mondo non sarebbe crollato! Ma sarei crollata io. Avevo un'aspettativa di come dovessi incastrare tutto: mamma, carriera, casa… e anche il tempo per me. Ma se non riuscivo a prendermelo, sentivo che sarei crollata. I miei bisogni dovevano rientrare nella mia giornata, altrimenti non sarei durata tanto. Ci sono cose che si possono rimandare, ma le nostre ancore devono essere radicate ogni giorno.
Non puoi pensare di nutrire il lavoro, la relazione, i figli, se prima non nutri te stessa !
Non ricordo di aver pianto. Ricordo il petto chiuso, e una stanchezza che non passava con il sonno.
Quella sera ho fatto una cosa molto poco spirituale: ho preso un foglio e ho contato le ore. Le ore della mia settimana, una per una. Prima di tutto ho inserito nei giorni gli orari e le pratiche che avrei voluto dedicarmi, per nutrire il mio corpo, la mia anima e la mia mente. Niente di esagerato, ma dovevo prenderli come impegni prioritari con me stessa. Per poter tornare ad essere anche madre e individuo che nutre gli altri.
E le ore c'erano.
Quello che ho scoperto in quel foglio te lo racconto alla fine. Prima devo dirti una cosa più importante.
Non era un problema di tempo. Era un problema di valore.

Il tempo non è mai il vero motivo
Quando diciamo "non ho tempo" quasi sempre stiamo dicendo un'altra cosa. A volte è: non mi sembra abbastanza importante da togliere spazio a qualcos'altro. A volte è: ho paura di scoprire che non sono all'altezza. A volte è: se do qualcosa a me stessa, qualcuno resterà scoperto.
Sono frasi diverse, e meritano risposte diverse. Ma nessuna delle tre si risolve con un calendario.
È importante dirlo con dolcezza: non c'è niente di sbagliato in te se ti riconosci. Semplicemente, se continui a trattare un problema di valore come se fosse un problema di orari, quel problema non si risolverà mai. Cambierai agenda, e resterai ferma.
L'equilibrio non arriva da fuori. Si costruisce dentro.
Questa è la cosa più importante che lo yoga mi ha insegnato, e non l'ho imparata sul tappetino: l'equilibrio non arriva quando le condizioni esterne finalmente si sistemano. Non arriva quando i figli crescono, quando il lavoro rallenta, quando la casa è in ordine.
L'equilibrio lo cerchiamo noi. Dentro.
E si ribilancia costantemente alle variabili di ogni giorno
Ma per costruire qualcosa serve uno spazio in cui farlo. Uno spazio per il corpo, uno per la mente, uno per l'anima.
Non tre ore: uno spazio riconosciuto, che non sia l'ultimo della lista, quello che salta appena qualcosa va storto.
Prendersi spazio non è un lusso. È manutenzione.
Lo diciamo come se fosse un premio: "quando avrò finito tutto, mi prenderò del tempo per me". Ma il tempo per il proprio benessere psicofisico non è un premio e non è egoismo. È manutenzione. È la cosa che permette a tutto il resto di funzionare.
Una donna che respira, che si muove, che ha un posto dove tornare regge meglio la fatica, decide meglio, ascolta meglio, ama meglio. Non nonostante lo spazio che si prende. Grazie a quello spazio.
E c'è di più. Anche solo immaginare di poter prendere del tempo per una formazione che nutre tutto questo è già qualcosa: è un atto d'amore verso di te, e un modo di riconoscere la direzione che vuoi dare alla tua vita. Prima ancora di iscriverti. Prima ancora di decidere.
Quanto spazio chiede davvero il Teacher Training
Parliamone davvero, come dice il titolo. Questi sono i numeri della formazione 200 ore di Kalena, non le sensazioni:
Un incontro in presenza a Cittadella: due notti e due giorni. Una boccata d'aria nella tua vita, fuori dalla tua famiglia e dalle tue routine. Pratichi, conosci il gruppo ti immergi nello yoga per 48 ore.
Poi per 7 fine settimana ci vediamo live. 7 ore il sabato e 7 la domenica. A volte sono piu' lunghi solo perche' le studenti chiedono piu' domande e piu' pratiche!! Ma sono weekend registrati e flessibili, con pause. Uno e' a dicembre (tutte le festivita' sono libere), poi 2 weekend di gennaio, due di febbraio e 2 a marzo, sempre alternati, Pasqua libera: sei in un ritmo, ma non sei in tempi stretti. Tra un incontro e l'altro hai delle lezioni nuove da vedere, ma senza ansia, e se vuoi puoi recuperare quelle dei weekend precedenti.
Venti settimane dentro il Cerchio di Kalena, incluse nel percorso: pratica, classi registrate o le lezioni live, e ogni settimana una meditazione di 15 minuti, con un breve argomento che per comprenderlo lo devi vivere dentro la tua vita di tutti i giorni, dentro al "tuo" caos.
Un team di cinque insegnanti, io compresa. a tua disposizione nelle chat e nei fine settimana intensivi.
Un incontro finale a Ibiza: cinque notti e cinque giorni, noleggio auto incluso. E' il ritiro finale che ti meriti. Molte hanno quasi paura che possa esistere cosi' tanto tempo per loro, ma e' cio' che davvero serve. La coronazione del percorso.
Quello che vedo ogni anno è che la parte più difficile non sono le ore. È la prima settimana, quando devi dire a te stessa e a chi ti sta intorno che quello spazio esiste e non si tocca. Dopo, il corpo si abitua. E la famiglia anche.
Non serve che la vita sia calma
Qui sta il fraintendimento più comune. Aspettiamo il momento in cui tutto sarà tranquillo, ordinato, silenzioso, e quel momento non arriva. Non arriva a nessuna di noi.
Ma questi strumenti non servono a vita ferma. Servono esattamente mentre la vita scorre. Si usano nel mezzo: nel mezzo delle giornate piene, delle preoccupazioni, delle cose che non tornano.
Ed è lì che accade la cosa più interessante. Non è che i problemi diventano più piccoli. È che cambia il punto da cui li guardi. Gli ostacoli restano, ma smetti di affrontarli con il fiato corto. Un giorno alla volta, cominci a rispondere invece di reagire.
Questo è il vero motivo per cui una formazione cambia la vita di una donna, molto prima che la trasformi in insegnante.
Hai voglia di iniziare da qualcosa di piccolo? Domani mattina, prima di aprire il telefono: dieci minuti. In pigiama, con il caffè ancora caldo in mano. Nient'altro.
Se vuoi piu' consigli 👉🏼 scarica la mia risorsa gratuita: "Morning routine epica"
La fine della storia
Torniamo al foglio con le ore contate.
Le ore c'erano. Erano lì, sparse: dieci minuti qui, mezz'ora là. Non mi mancava il tempo. Non mi stavo dando il permesso di esistere per me, almeno per qualche minuto al giorno.
E quegli appuntamenti non sarebbero stati opzionali: erano prioritari. Da li' ho creato lo spazio per me e, incredibilmente, tutto si e' riadattato. Io ero piu' calma. A volte rinunci a qualcosa, la flessibilita' rimane una costante, ma mi sono ritrovata, mi sono riconnessa a me e ai miei bisogni.
Quel permesso è la cosa che oggi provo a restituire a ogni donna che entra in un mio percorso. Non un'agenda migliore. Il permesso.
Se in questo articolo ti sei riconosciuta, prova a fare anche tu quel conto. Prendi un foglio, scrivi la tua settimana, e guarda dove sono le ore che vorresti dedicarti. Poi chiediti se il problema era davvero il tempo, o il valore che ti dai.
Il corso di formazione per insegnanti di Kalena avviene una volta l'anno. E' un percorso profondo, che richiede tempo: 200 ore, forse piu'. Ma il suo valore non sono le ore. Il vero valore sei tu.
Se senti che è il momento di parlarne, non di decidere, solo di parlarne, puoi prenotare una call conoscitiva gratuita con me. Senza impegno, per guardare insieme la tua vita reale e capire se questo percorso ci sta dentro.
E se ti va, scrivimi nei commenti: qual è la frase che ti dici più spesso quando rimandi qualcosa che desideri?
Namasté 🌿





Commenti