I quattro sentieri Yogici della trasformazione
- Elena Albanese

- 20 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
Quando pensiamo allo yoga, spesso ci vengono in mente solo le posizioni fisiche — quelle che vediamo nei corsi o sui social. Ma lo yoga, nella sua essenza più profonda, è molto di più. È un viaggio verso sé stessi, una filosofia di vita, un cammino di consapevolezza e trasformazione interiore.

Anticamente, i maestri spirituali dell’India sapevano bene che ogni essere umano è diverso: alcuni sono più emotivi, altri più mentali, altri ancora pratici o contemplativi. Per questo motivo hanno codificato quattro principali sentieri dello yoga, in grado di adattarsi alle diverse nature e inclinazioni personali e ovviamente agli stili di vita e ondizioni sociali !! ( In india c'èerano òe caste!! 🧐)
Ognuno di questi percorsi ci guida verso la stessa meta: l’unione con il nostro Sé autentico e con il Tutto.
Non si escludono a vicenda, anzi: si intrecciano, si contaminano e si rafforzano a vicenda, in un percorso yogico completo e profondo.
Scopriamoli insieme uno per uno:
RAJA YOGA – Il sentiero della mente e della meditazione
Raja Yoga significa “Yoga Reale” e viene chiamato così perché rappresenta il percorso regale verso l’illuminazione attraverso la padronanza della mente. È il sentiero della concentrazione, della disciplina interiore e della meditazione profonda.
Il cuore del Raja Yoga sono gli 8 passi dell’Ashtanga Yoga descritti da Patanjali: Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi.
Tutte le pratiche fisiche come Hatha Yoga, Kundalini, Ashtanga o Vinyasa sono parte di questo sentiero: infatti lo scopo ultimo della pratica sul tappetino è calmare il flusso mentale e preparare il corpo alla meditazione.
Esempi pratici: meditare ogni mattina per 10 minuti, praticare yoga per entrare in ascolto del corpo, osservare i propri pensieri senza giudizio.

BHAKTI YOGA – Il sentiero del cuore e della devozione
Bhakti Yoga è lo yoga della devozione, dell’amore incondizionato e della resa al divino, in qualunque forma tu lo concepisca. È una via profondamente emotiva e trasformativa, che scioglie l’ego attraverso l’abbandono, il canto, la preghiera e il servizio amorevole.
Chi segue questo sentiero coltiva la gratitudine, la bellezza, il rispetto per la natura e per la vita stessa. Non serve essere religiosi per praticare Bhakti Yoga: è sufficiente sentire il cuore aperto e riconoscere il sacro nel quotidiano.
Esempi pratici: cantare mantra, creare un piccolo altare, ringraziare prima di ogni pasto, scrivere lettere di gratitudine, camminare in natura con presenza e amore.

KARMA YOGA – Il sentiero dell’azione consapevole
Karma Yoga è il sentiero del servizio disinteressato. È il modo in cui trasformiamo ogni azione quotidiana in una pratica spirituale, agendo senza aspettative, senza attaccamento al risultato. È lo yoga della presenza nell’azione, dell’umiltà e dell’offerta.
Questa via è ideale per chi è pratico, attivo e ama dare una mano agli altri. Fare volontariato, occuparsi degli altri, aiutare con amore e dedizione, sono tutte forme di Karma Yoga. Anche crescere un figlio con presenza e amore può essere un atto di Karma Yoga.
Esempi pratici: aiutare un’amica senza aspettarsi nulla, svolgere il proprio lavoro con cura e senso di missione, lavare i piatti con gratitudine, praticare la gentilezza ogni giorno.

JNANA YOGA – Il sentiero della conoscenza e della saggezza
Jnana Yoga è la via dell’intelletto e della riflessione. È un percorso profondo e sottile, che passa attraverso lo studio dei testi sacri, l’autoindagine e la contemplazione della verità ultima. È lo yoga che ci invita a porci domande come: “Chi sono io?”, “Che cos’è reale?”, “Che cos’è l’illusione?”
Questo sentiero è adatto a chi ha una mente analitica e ama la filosofia. Ma attenzione: non è pura teoria! Lo Jnana Yoga invita a trasformare la conoscenza in realizzazione attraverso la pratica e l’esperienza diretta.
Generalmente e' un percorso per chi ha gia' percorso i 3 sentieri precedenti, con intensita'.
Esempi pratici: leggere e riflettere sugli insegnamenti degli yogi, scrivere su domande profonde, osservare i propri pensieri e liberarsi dai condizionamenti.

Le tre impurità della mente secondo il Vedanta
Per comprendere perché soffriamo e ci sentiamo separati, la filosofia yogica individua tre cause principali:
Mala: egoismo, attaccamento, centratura sull’Io.
Vikshepa: mente distratta, tesa verso l’esterno, la cosiddetta "scimmia impazzita".
Avarana: ignoranza del proprio vero Sé, coperto da veli interiori.
Lo yoga, attraverso i suoi quattro sentieri, aiuta a dissolvere queste impurità e ritrovare la chiarezza interiore.
Tutti i sentieri portano alla stessa meta
I quattro sentieri dello yoga non sono compartimenti stagni. Possiamo percorrerli tutti, in momenti diversi della vita, o intrecciarli ogni giorno: meditare, amare, servire, riflettere. Lo yoga ci insegna che ogni gesto, se fatto con consapevolezza, è una via verso l’unità.
Anche il semplice Hatha Yoga, a volte considerato un percorso a sé, in realtà fa parte del Raja Yoga, in quanto prepara corpo e mente alla meditazione.
Questo articolo ti ha aperto nuove domande? Ottimo! Lo yoga è un viaggio infinito di scoperta.
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Con amore e luce,
Elena 🌺





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