Ritrovarsi nell’inverno: la saggezza dei Due Soli
- Elisa

- 14 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Yoga e Ayurveda per attraversare la stagione del silenzio con consapevolezza
❄ Per anni ho odiato l’inverno.
Lo attraversavo come una stagione da sopportare, contando i giorni che mancavano alla primavera, desiderosa solo della luce lunga dell’estate, dell’energia espansiva, della leggerezza.
L’inverno mi sembrava un ostacolo da superare, una perdita di tempo: freddo, buio, lentezza. Poi lo yoga è entrato nella mia vita. E con lui, l’Ayurveda. Non come soluzioni rapide, ma come una lente diversa per leggere la vita — e il tempo.
Ho iniziato a capire che l’inverno non mi stava togliendo qualcosa. Mi stava insegnando a non spingere. A stare. A custodire.
Lo yoga mi ha insegnato che non tutte le pratiche servono per attivare. Alcune ci educano a raccoglierci. A contenerci. A fare spazio dentro.
E l’Ayurveda mi ha mostrato che il rallentamento invernale non è un malfunzionamento: è intelligenza biologica.

Da quel momento, l’inverno è diventato una guida. Non è diventato facile, ma è diventato necessario. Una stagione di ascolto, di silenzio fertile, di ritorno all’essenziale. Ma profondamente necessaria. Una stagione che non attraversi: abiti.
🌬 Ayurveda: il tempo come medicina
In Ayurveda, il tempo non è qualcosa che semplicemente passa. Il tempo agisce: plasma il corpo, la mente e la nostra energia vitale.
Le stagioni sono passaggi, non semplici transizioni: si chiamano Ritu, e ciascuna modifica l’equilibrio dei dosha. Il segreto non è resistere al cambiamento. Ma muoversi con lui.
E così, scopriamo che l’inverno non arriva mai tutto insieme. Secondo i testi antichi come la Charaka Samhita, ci sono due inverni:
L’inverno lunare (Visarga Kala), da fine novembre a dicembre
L’inverno solare (Adana Kala), da gennaio a febbraio
Due inverni. Due soli. Due energie profondamente diverse.
🌑 Il sole che scende – L’inverno lunare, l’inverno di Vata
La luce si ritira.Il corpo si fa fragile. I pensieri viaggiano veloci. È il tempo del vento e della disgregazione.
In questo tempo il corpo chiede contenimento, non azione.
La pratica yoga qui non è fatta di flussi dinamici o salti. Ma di gesti ripetuti, piegamenti che fanno radicare, pause, respiro che accoglie.
È il tempo del tramonto del sole. Non va spinto. Va accompagnato.
🌘 La soglia – Il solstizio d’inverno
Il solstizio è un confine invisibile. Una soglia potente.
Il sole che muore e quello che nascerà convivono nello stesso momento. Uno visibile, basso e stanco. L’altro invisibile, ma già in cammino.
Il corpo si sente sospeso. Né nel caos, né nella spinta.
Lo yoga qui è un ibrido sottile:né statico, né attivante. Flussi dolci, riscaldanti. Come un seme sotto terra.
☀️ Il sole che rinasce sotto la pelle – L’inverno solare, l’inverno di Kapha
Gennaio. Silenzio. Profondità.
Non è più il tempo del vento. È il tempo della terra. Della presenza.
Il corpo è lento. Pesante.E questa pesantezza è nutrimento.
La pratica ora ha bisogno di:
Movimenti lenti ma continui
Posizioni in piedi che danno struttura
Aperture del cuore
Un calore che accende, ma non brucia
Non si scuote Kapha. Si invita dolcemente a muoversi.
🌗 Due soli, un solo corpo
In yoga e Ayurveda impariamo che tutto cambia. E che noi possiamo cambiare insieme al mondo.
I due soli dell’inverno ci ricordano che:
Possiamo essere in fine e inizio allo stesso tempo
Possiamo non avere chiarezza, ma restare presenti
Possiamo non forzare, ma ascoltare
💫 Lo yoga invernale non è una pausa. È una gestazione sacra.
Quando fuori tutto rallenta, dentro nasce qualcosa. Ed è lì che riscopriamo la connessione più vera: quella con noi stesse.

✨ Una frase da portare sul tappetino :
Oggi non pratico per spingermi oltre.Oggi pratico per restare.
E restando, mi nutro.
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🌕 Domenica 21 dicembre alle 8:45, ci incontriamo su Zoom per una pratica gratuita e live, dedicata all’energia del Solstizio d’Inverno.
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Sarà un momento profondo, lento e radicato.
Uno spazio sacro per accogliere la luce dentro, anche quando fuori sembra buio.
Ti aspetto Elisa




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