Diciamolo una volta per tutte: noi donne non siamo lineari, siamo cicliche
- Elena Albanese

- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min
La settimana scorsa ho scritto un articolo che ha toccato un nervo scoperto in moltissime donne.
Ho parlato di quella sensazione sottile ma costante di non sentirsi mai davvero centrate. Di quei giorni in cui sei piena di energia, visione, voglia di fare, e di altri in cui ti senti rallentata, più sensibile, introspettiva, quasi distante dalla versione di te che il giorno prima sembrava così chiara e forte.
E tante di voi si sono riconosciute.
Perché in fondo lo sentiamo tutte, anche se spesso non sappiamo nominarlo: il nostro corpo cambia, il nostro umore cambia, il nostro bisogno cambia, la nostra energia cambia. Eppure continuiamo a misurarci con un ideale di costanza che non ci appartiene.
Allora diciamolo una volta per tutte:
noi donne non siamo lineari. Siamo cicliche.
E questa non è una debolezza. Non è un difetto. Non è qualcosa da correggere.
È la nostra natura.

Il problema non sei tu. È il modello con cui ti confronti
Per anni ci è stato insegnato, esplicitamente o implicitamente, che il valore sta nella costanza, nella performance continua, nell’energia sempre disponibile, nella lucidità sempre pronta, nella produttività senza pause.
Ci è stato insegnato a vivere come se dovessimo essere sempre uguali.
Sempre forti. Sempre attive. Sempre presenti. Sempre efficienti.
Ma il corpo femminile non funziona così.
Il corpo femminile attraversa fasi.Ormonali, emotive, energetiche, intuitive.
Ci sono momenti in cui senti più chiarezza, più apertura, più desiderio di esporti, di creare, di agire. E ci sono momenti in cui senti il bisogno opposto: stare più raccolta, ascoltarti, proteggerti, rallentare, sentire.
E sai qual è il punto? Che entrambe queste energie sono giuste.
Il problema nasce quando interpretiamo il cambiamento come un errore.
Quando ci giudichiamo per non essere uguali a ieri. Quando ci sentiamo sbagliate perché il nostro ritmo non coincide con quello del mondo esterno. Quando pensiamo che ci manchi disciplina, mentre magari ci manca solo ascolto.
La mia storia con il corpo che torna a parlare
Io questa cosa l’ho capita davvero quando ho iniziato a osservare il mio corpo con più sincerità.
Dopo anni di pillola anticoncezionale, a un certo punto, dopo anni che avevo capito che la pillola non e' una caramella, ho sentito il bisogno di fermarmi e chiedermi: ma il mio corpo, da solo, funziona ancora? Avevo una paura tremenda che si scombussolasse tutto, di tornare ad avere dolori e flussi abbondanti, e siccome stavo per iniziare il giro intorno al mondo ho aspettato. ho aspettato pun altro anno. Ma appena sono tornata "stabile quella domanda era ancora là: Come funziona il mio corpo se lo lascio fare da solo?
Era una domanda vera. Quasi intima. Quasi vulnerabile.
E la risposta mi ha stupita.
Nel giro di un mese il mio corpo si è rimesso perfettamente in moto.
Come se stesse aspettando di poter tornare a parlare. Come se sotto quella superficie apparentemente regolare ci fosse ancora un’intelligenza viva, pronta a riprendere il suo ritmo naturale.
E lì qualcosa è cambiato in me. Questa idea che il mio corpo sa, che mi affido a lui, e che vado bene cosi, mi ha connesso tantissimo a lui.
Ho iniziato a sentirmi più viva in ogni momento.
Più viva anche nelle oscillazioni. Più viva anche nei giorni intensi. Più viva perfino quando le emozioni erano forti. Anche quando ho i primi giorni di ciclo. Li accetto, mi farmo e questo e' un momento mio in cui ascolto e non pretendo.
Perché ho iniziato a capire che tutte quelle ondate di emozioni avevano un senso. Che certi momenti di apertura, certe giornate di fuoco, certe fasi di vulnerabilità o intuizione non erano casuali. Erano linguaggio.
Il mio corpo non mi stava sabotando. Mi stava parlando.

Gli ormoni non sono il nemico
Quando si parla di ormoni, spesso si cade in due estremi:
Da una parte c’è chi li considera una specie di condanna: “sono in balia degli ormoni”.
Dall’altra c’è chi li ignora completamente e continua a vivere come se non avessero alcun impatto.
La verità è nel mezzo.
Gli ormoni sono messaggeri chimici.
Non sono il problema: sono parte del sistema con cui il corpo comunica.
Influenzano il tuo umore, il sonno, l’energia, la concentrazione, l’appetito, la motivazione, la libido, la sensibilità emotiva, la capacità di stare nel mondo.
Gli estrogeni, il progesterone, il testosterone, il cortisolo, la serotonina, la dopamina, la melatonina, l’ossitocina: tutti questi elementi partecipano alla tua esperienza quotidiana, e non solo nei giorni del ciclo.
Per questo comprendere gli ormoni non significa medicalizzare il femminile.
Significa diventare più consapevole del tuo funzionamento.
E questa consapevolezza cambia tutto.
Perché se capisci che il tuo corpo vive delle fasi, smetti di chiedergli sempre la stessa cosa.
Il corpo femminile è ritmico, non meccanico
C’è una frase che sento molto vera: il corpo femminile non è una macchina da prestazione, ma un ecosistema ciclico e intuitivo.
E un ecosistema non va forzato.Va osservato, ascoltato, rispettato.
Pensaci bene: la natura non è lineare.
Le stagioni cambiano. La luna cambia. Il giorno e la notte si alternano. Anche il respiro è fatto di cicli: inspirazione, pausa, espirazione, pausa.
Perché allora una donna dovrebbe pretendere da sé un’energia identica ogni giorno del mese?
Noi non siamo quadrate.Non siamo costanti nello stesso modo.
Non siamo progettate per rendere sempre uguale.
Siamo più simili alla luna che a un orologio.
E forse è proprio qui che inizia la riconciliazione: quando smetti di confrontarti con un parametro che non ti appartiene.

Yoga e femminile: ritrovare il flusso
C’è un altro punto importante che voglio dire chiaramente.
La società ci chiede continuamente di incarnare qualità che appartengono soprattutto all’energia maschile: essere forti, decise, logiche, strategiche, controllate, sempre orientate alla soluzione.
E attenzione: non c’è niente di sbagliato in queste qualità. Ci servono. Sono preziose. Sono parte di noi.
Ma non sono tutto.
Per vivere in equilibrio abbiamo bisogno anche dell’altra polarità: quella dell’ascolto, del flusso, della sensibilità, dell’intuizione, della pazienza, dell’empatia, del rallentare, del sentire.
Questa è l’energia femminile.
E lo yoga può aiutarci a ritrovarla.
Praticare yoga non significa solo allungare il corpo o fare pose belle. Significa creare uno spazio in cui puoi rientrare in contatto con ciò che sei.
Alcune asana ti aiutano a scaricare, altre a radicarti, altre ancora ad aprirti, a lasciare andare, a sentirti più viva, più presente, più connessa.
Lo yoga ti permette di canalizzare la tua energia femminile, di sentirti più bilanciata e di riscoprire i tuoi punti di forza. E ogni volta che ti senti lontana da te, scollegata, dura, in corsa, può diventare uno strumento per ricordarti quanto sei magnifica.
In altre parole: lo yoga non ti rende qualcun’altra.
Ti aiuta a far riemergere la donna che sei già.
Ogni fase ha un suo bisogno
Uno dei cambiamenti più grandi che possiamo fare come donne è smettere di praticare, lavorare, allenarci e vivere sempre nello stesso modo.
Per esempio:
ci sono fasi in cui pratiche energiche, saluti al sole, forza, espansione e apertura sono perfette;
e ci sono fasi in cui il corpo chiede Balasana, Supta Baddha Konasana, Viparita Karani, Yoga Nidra, respiro profondo, silenzio.
Capire questo è rivoluzionario.
Perché non sei più costretta a combattere contro il tuo ritmo.Puoi iniziare a collaborare con lui.
La consapevolezza è il primo passo
La buona notizia è che non devi capire tutto subito.
Il primo passo non è diventare perfetta. È osservarti.
Osservare come cambia il tuo corpo. Come cambia la tua energia. Come cambia la tua mente. Come cambiano le tue emozioni.
Per questo uno strumento potentissimo è il journaling.
Non come compito, ma come specchio.
Quando scrivi ogni giorno come ti senti, quanta energia hai, cosa desideri, cosa ti pesa, come dormi, come reagisci, come vivi il tuo corpo… inizi a vedere un pattern.
E quel pattern sei tu.
Non la tua versione idealizzata. La tua verità.
La mia guida gratuita: Yoga e Ormoni
Proprio per questo ho creato una guida gratuita che si chiama Yoga e Ormoni.
Dentro trovi:
una spiegazione semplice ma approfondita su cosa sono gli ormoni e come influenzano il nostro benessere;
una panoramica delle diverse fasi della donna e di come il corpo, la mente e le emozioni cambiano nei vari momenti della vita;
suggerimenti pratici di yoga e mindfulness per accompagnare queste fasi invece di combatterle;
e un journaling che ho chiamato Ritmo Femminile, pensato proprio per aiutarti a osservare il tuo mondo interno mese dopo mese.
È uno strumento per iniziare a riconoscerti.
Perché quando inizi a osservarti senza giudizio, smetti di dire “sono fatta male” e inizi a dire “sto imparando come funziono”.
E questa è una svolta enorme.
Non sei incoerente. Sei viva
Forse la frase più importante che voglio lasciarti oggi è questa:
non sei incoerente. Sei viva.
Sei viva quando senti il bisogno di agire. Sei viva quando senti il bisogno di fermarti. Sei viva quando le emozioni sono forti. Sei viva quando l’intuizione è chiara. Sei viva quando il corpo ti chiede altro rispetto a ieri.
Non devi etichettarti a vita. Devi imparare a chiederti:
Di cosa ho bisogno adesso?
Non chi dovrei essere. Non come dovrei sentirmi. Non cosa dovrei riuscire a fare.
Ma solo:di cosa ho bisogno adesso?
Da lì inizia la femminilità consapevole.
Da lì inizia la pace.
Se senti che questo tema ti parla, ti invito a scaricarti qui gratuitamente la mia guida 👉🏼 Yoga e Ormoni. 🌙
Dentro troverai anche il journaling Ritmo Femminile, pensato per aiutarti a capire come il tuo corpo, la tua mente e le tue emozioni cambiano nelle diverse fasi che attraversi.
Perché più ti conosci, più smetti di combatterti.
E più smetti di combatterti, più puoi finalmente tornare a te.
Amore e luce alla tua femminilita'
Elena





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