Yoga, Mindfulness e Journaling: il triangolo che cambia tutto
- Elena Albanese
- 13 minuti fa
- Tempo di lettura: 5 min
SCENA 1: Sei in piedi in Virabhadrasana I, la posizione del Guerriero 1.
Spingi attivamente attraverso il piede posteriore e lasci che il coccige scenda lontano dalla zona lombare mentre le braccia si allungano verso il soffitto. Mentre tieni la postura inizi a sentire la coscia anteriore che brucia, le spalle che trattengono tensione e il respiro che si fa faticoso. Tieni ancora.
Presto diventi agitata e inizi ad anticipare la gioia che proverai quando la postura finirà. Il respiro si fa superficiale mentre aspetti l'istruzione dell'insegnante di uscire dalla postura. Ma lei non dice nulla. La etichetti come una sadica. Tieni ancora.
Mentre la coscia inizia a tremare, la mente se ne va altrove. Alla bolletta da pagare, a quel messaggio a cui ti sei dimenticata di rispondere. Frustrata, abbassi le braccia e ti guardi intorno. Ma quanto durano 5 respiri? Io ho millioni di cose da fare!!!
Adesso immagina questo:
SCENA 2 Sei in piedi in Virabhadrasana I, la posizione del Guerriero 1.
Sei in piedi in Virabhadrasana I, notando le stesse sensazioni, spingi attivamente attraverso il piede posteriore e lasci che il coccige scenda lontano dalla zona lombare mentre le braccia si allungano verso il soffitto, inspiri, ed espirando porti l'attenzione all'addome che si contrae e osservi come ti da' piu' stabilita'. Mentre tieni la postura inizi a sentire la coscia anteriore che brucia, e quindi ti impegni ancora di piu' a direzionare in avanti il ginocchio: Inspiri profondo e quando espiri ruoti la spalle verso il basso
Senti un po' di impazienza che ti sale, dentro di te sorridi e ti rispondi: " Sei a solo 3 respiri, puoi andare piu' in profondita', inspiri aprendo il petto e la pancia, espiri con forza e dolcezza. La tua mente nizia ad anticipare la gioia che proverai quando la postura finirà. Ma allora questo e' l'ultimo respiro? MEglio usarlo al meglio: inspiri allungando la schiena e sentendo il radicamento dei piedi, espiri attivando le coscieancora di piu' e lasciando emergere un sorriso e portando l'attenzione sull'aria che esce chiudendo la gola nell'espiro ujjayi.
Avendo gli stessi pensieri e sentimenti, rabbia, noia, impazienza, tensione. Ma invece di reagire, osservi semplicemente i tuoi pensieri, e ti concentri sul corpo. Ti ricordi che questa postura, come tutto il resto nella vita, alla fine finirà. Ti ricordi di non lasciarti trascinare dalla tua storia interiore. E, in mezzo all'irritazione mentre le cosce bruciano, apprezzi la dolcezza del momento. Potresti persino sentire un'ondata di gratitudine per il fatto di avere il tempo e il privilegio di fare una pratica di hatha yoga. Poi riporti la consapevolezza al respiro e osservi le sensazioni e i pensieri in corso fino a quando l'insegnante ti guida fuori dalla postura.
In quel momento in mezzo al fuoco della postura,
sei completamente presente.
Quello è yoga. Quello è anche mindfulness.

Ma cos'è davvero la mindfulness?
C'è un grande malinteso sulla mindfulness. La maggior parte delle persone pensa che significhi svuotare la mente. Sedersi in silenzio, pensare a niente, raggiungere uno stato di beatitudine cosmica.
Niente di più lontano dalla realtà.
La mindfulness non è assenza di pensieri. È la capacità di osservarli senza esserne travolti. È come sederti sul bordo di una strada affollata e guardare le macchine passare, senza salire su nessuna.
I pensieri ci sono. Sempre. La differenza è che non li segui automaticamente. Li noti. E torni. Al respiro, al corpo, al momento presente.
E la cosa meravigliosa? Puoi praticarla ovunque.
Quando lavi i piatti, invece di essere nella riunione di domani, senti l'acqua calda sulle mani, il peso del piatto, il suono dell'acqua.
Quando hai una conversazione, invece di pensare già a cosa rispondere, ascolti davvero. Completamente. Con tutto il corpo.
Quando leggi, invece di rileggere lo stesso paragrafo tre volte perché la mente è altrove, sei nelle parole. In ogni frase.
La mindfulness non è una pratica separata dalla vita. È un modo di vivere la vita.
E quando la porti sul tappetino?
Succede qualcosa di straordinario.
Perché lo yoga, quello vero, quello consapevole, è già mindfulness in movimento. Quando sei in una postura e porti tutta l'attenzione al respiro, alle sensazioni nel corpo, al momento presente, non stai solo facendo yoga. Stai meditando con il corpo.
Yoga e mindfulness non sono due pratiche separate. Sono due porte che portano alla stessa stanza, la stanza della presenza, della consapevolezza, della connessione con sé stessi.
Lo yoga usa il corpo come strumento per arrivare alla mente. La mindfulness usa la mente come strumento per tornare al corpo.
Si completano. Si amplificano. Insieme sono qualcosa di più potente di ciascuna singolarmente.
E poi c'è il journaling.
Io insegno yoga da anni. Ho studiato e pratico mindfulness. E da sempre, molto prima che diventasse di moda, tengo un diario.
Non perché sia una pratica spirituale imposta. Ma perché ho scoperto che scrivere è il modo più onesto che conosco per capire cosa sta succedendo dentro di me.
Lo yoga mi porta nel corpo. La mindfulness mi insegna a osservare. Il journaling mi aiuta a integrare, a portare sulla carta quello che il corpo e la mente hanno vissuto, a dargli forma, a vederlo con chiarezza.
È un triangolo che per me è diventato la base di tutto.
Sul tappetino mi muovo e respiro. Nel silenzio osservo e sento. Sulla carta capisco e integro.
Tre pratiche diverse. Un unico risultato: una connessione più profonda con sé stesse.
Perché a volte non basta sentire, bisogna anche dare un nome a quello che si sente. E la scrittura è uno degli strumenti più potenti per farlo. Non serve essere scrittrice. Non serve avere le parole giuste. Basta una domanda, una pagina bianca, e l'onestà di rispondere senza giudicarsi.
E io scrivo su un diario vero: di carta, scritto a penna.
Lo so, nell'era dei telefoni, delle app e delle note vocali, scrivere a mano su un quaderno sembra quasi un atto rivoluzionario. Quasi anacronistico. Eppure io non riesco a farne a meno, e non voglio.
Perché c'è qualcosa che succede quando la penna tocca la carta che nessuno schermo può replicare. Il ritmo della scrittura a mano rallenta i pensieri. Li ordina. Li rende reali. È come se il corpo, la mente e le parole si sincronizzassero finalmente in un unico gesto.
Non perché sia una pratica spirituale imposta. Ma perché ho scoperto che scrivere è il modo più onesto che conosco per capire cosa sta succedendo dentro di me.
Lo yoga mi porta nel corpo. La mindfulness mi insegna a osservare. Il journaling, a penna, su carta, senza autocorrezione, mi aiuta a integrare.
Se vuoi leggere il mio articolo sul journaling, 👈🏼clicca qui
Mi hanno proposto un evento
Qualche mese fa mi ha contattata Carolina Dalle Palle, psicologa specializzata in mindfulness, con un'idea.
Creare insieme un evento che unisse il suo lavoro sulla consapevolezza psicologica con il mio approccio allo yoga e journaling.
Un pomeriggio in presenza, in un luogo speciale, , sede di una delle aziende di penne più esclusive e iconiche al mondo.
Ho detto sì immediatamente.
Perché è esattamente quello in cui credo, che yoga, mindfulness e scrittura consapevole non siano tre cose separate, ma tre facce della stessa consapevolezza. E portarle insieme, in presenza, in un luogo così bello e carico di storia, dove ancora si fabbricano penne, mi è sembrato un segno.
L'evento si chiama "Dallo Stress al Benessere": sarà un pomeriggio per imparare a fermarsi davvero. A usare il corpo, il respiro e la scrittura come strumenti concreti per ritrovare equilibrio e presenza nella vita quotidiana.
Non serve aver mai fatto yoga. Non serve saper meditare. Serve solo la voglia di prendersi qualche ora per sé. e scoprire come tutte le risposte sono gia' dentro di noi, basta che impariamo ad ascoltarci, ascoltare il corpo, ascoltare la mente, e lasciare che le parole, le idee e le risposte escano da sole.
Scopri tutti i dettagli qui 👉🏼 "Evento dallo stress al Benessere"
Ti invito ufficialmente a questo esclusivo evento in presenza:
27 Guigno dalle 16.00 alle 20.00
presso Boutique Montegrappa
Via Ca’ Erizzo 41, Bassano del Grappa
Con Carolina Dalle Palle e
Elena Albanese
Amore e Luce,
Elena

