L'Amante: l'energia della donna che non ha paura di essere se' stessa
- Elena Albanese

- 6 lug
- Tempo di lettura: 5 min
Quando ho smesso la pillola dopo 14 anni, ho capito che non stavo vivendo nel mio corpo. Stavo vivendo in un corpo gestito. E la differenza è enorme.
Per 14 anni ho preso la pillola.
Non perché avessi un problema ormonale. Non perché ne avessi bisogno per motivi di salute. Lo facevo perché era comodo.
Il ciclo era breve, quasi indolore, prevedibile. Sapevo esattamente quando sarebbe arrivato.
Dicevo felicemente che la pillola era la mia migliore amica! Non avevo paura di restare incinta. Tutto sotto controllo.
Tranne una cosa: Me.

Non me ne sono accorta subito. Ci ho messo anni. Ma a un certo punto ho capito che quella "comodità" aveva un prezzo che non avevo calcolato: ero sempre uguale a me stessa. Ogni settimana, ogni mese, ogni stagione. Lineare. Stabile. Performante.
E quella linearità non era la mia natura. Era chimica.
Tutte le mie amiche che mi dicevano: "sono ormonata" mi sembravano strane, in balia degli ormoni, invece quella innaturale ero IO!!
Non stavo abitando il mio corpo. Stavo gestendo un corpo che qualcun altro aveva reso più comodo.
So che la pillola è un argomento delicato, e non voglio giudicare nessuna. È un farmaco prezioso in molte situazioni. Quello che racconto è la mia storia, e solo la mia. L'ho usata per 14 anni, quindi parlo da dentro, non da fuori.
Il giorno che ho smesso, non è cambiato tutto subito.
Ma lentamente, con lo yoga, con una visita da un operatore ayurvedico che mi ha aiutata a capire come funzionava davvero il mio corpo, ho iniziato a sentire qualcosa che non ricordavo più: le fasi.
Una settimana in cui volevo muovermi, danzare, fare, creare. Una settimana in cui volevo rallentare, raccogliermi, stare in silenzio. Giorni in cui ero sensibile, emotiva, permeabile. Giorni in cui mi sentivo una roccia.
Questo, ho capito, ero io.
Non la versione piatta e lineare, quella era un effetto collaterale.
Ero ciclica. Come la natura. Come la luna. Come ogni cosa viva su questa terra.
Quella storia, la pillola, la linearità indotta, il ritrovare il ciclo, non è una storia sulla contraccezione.
È una storia di consapevolezza del proprio corpo: e' l'energia dell'Amante che affiora.
L'Amante non è un'energia che si ha o non si ha. ce l'abbiamo tutte noi donne!! Solo che emerge quando smetti di gestire il tuo corpo e inizi ad ascoltarlo. Quando dai il permesso alle tue fasi di esistere, invece di appiattirle. Quando la tua emotività smette di essere un problema da correggere e diventa la bussola più precisa che hai.
Io l'ho incontrata tardi, quella parte di me. Ma l'ho incontrata. E da quel momento non sono più tornata indietro.

L'Amante non è un'energia sessuale. È la tua libertà più profonda.
Quando parlo dell'Amante, uno dei sei archetipi femminili che abitano ogni donna — quasi sempre vedo un equivoco nei volti di chi ascolta.
Pensano si parli di seduzione. Di erotismo. Di come attrarre qualcuno.
Non è questo.
Nella psicologia junghiana, l'Amante è l'energia di chi vive intensamente, non solo nelle relazioni, ma in ogni incontro con sé stessa. È la capacità di sentire davvero: il piacere, la bellezza, le emozioni, il proprio corpo. Non è seduzione. È intelligenza emotiva nella sua forma più pura: quella di chi sa cosa ama, chi è, e non ha paura di abitarsi fino in fondo.
L'Amante è l'energia della donna che ha imparato a conoscersi davvero. Che ha attraversato le sue fasi senza scappare. Che si è seduta con la sua emotività invece di reprimerla. Che ha scoperto che la sua sensibilità non è una debolezza, è la sua intelligenza più sofisticata.
L'Amante è la donna che si abita.
Non si osserva da fuori, critica e giudicante. Non si gestisce come un progetto. Si abita, con curiosità, con cura, con piacere.
Come si arriva lì?
Ti senti di abitare o aver abitato l'energia dell'amante? senti questa spinta di vitalita' e espressivita' e connessione dentro di te?
Ecco i 3 passi che possono risvegliare l'energia dell'amante dentro di te!
Tre passi. Non in ordine, non in fretta. Ma sempre questi tre.
1. Accettazione del corpo: così com'è, adesso Non il corpo che sarà dopo la dieta, dopo il corso, dopo i figli. Il corpo di oggi. Con le sue stagioni, i suoi cicli, le sue forme che cambiano. Accettare non significa amare tutto ogni giorno, significa smettere di combattere.
2. Conoscenza della propria ciclicità Il tuo corpo non è uguale ogni settimana. Ha una fase di espansione, una di raccoglimento, una di forza, una di vulnerabilità. Ignorarlo è come ignorare le stagioni e pretendere di fare il raccolto in inverno. Quando inizi a tracciarti anche solo con un diario semplice, ti riveli a te stessa in un modo che nessuna terapia può sostituire.
3. Presenza senza giudizio Sentirti. Senza decidere se quello che senti è giusto o sbagliato. Quando sei emotiva, sentire l'emozione. Quando sei stanca, sentire la stanchezza. Quando sei espansiva, lasciarti espandere. La presenza è la pratica più coraggiosa che esista.
"L'Amante libera il tuo potenziale più profondo, che è nascosto proprio dentro le tue cosiddette insicurezze: l'emotività, la sensibilità, la femminilità. Non nonostante quelle. Attraverso quelle."
Se vuoi iniziare da un posto concreto, ho creato una risorsa gratuita " Yoga e Ormoni" con all'interno il calendario delle fasi da compilare: che si chiama Ritmo Femminile
Dentro trovi una spiegazione delle fasi ormonali del ciclo, suggerimenti di pratiche yoga per ogni fase, e un journaling guidato per iniziare a tracciarti È il primo passo per conoscerti davvero.
Puoi richederla qui: 👉🏼 GUIDA "Yoga e Ormoni"
L'Amante sul tappetino
Come si pratica questa energia?
Con fluidità. Con lentezza. Con attenzione a quello che senti mentre ti muovi, non solo a quello che stai facendo.
Flow lunari, flow che rispettano le tue fasi, che si accostano alle fasi della luna, movimenti gentili e fluidi, che scorrono, ogni transizione è un ascolto.
Una sequenze di apertura delle anche, dove la resistenza che incontri non è da forzare ma da rispettare.
Un movimento somatico, dove non c'è una posizione giusta o sbagliata, c'è solo il segnale del corpo.
PRatiche che si prendono cura di te, come un massaggio facciale, o una pratica con la musica dove balli e ti liberi!!
La pratica dell'Amante non ti chiede di essere perfetta.Ti chiede di essere presente.
E quando sei presente nel corpo, nel tuo corpo, nella tua fase, nella tua giornata, succede qualcosa di meraviglioso: smetti di sentirti sbagliata. E inizi, piano piano, a sentirti te.
Io ci ho messo 14 anni a capirlo. Poi un operatore ayurvedico, un tappetino, e il coraggio di smettere di gestirmi. Non ti auguro di aspettare altrettanto.
Ti auguro di iniziare adesso, anche solo con tre respiri consapevoli, una mano sul ventre, e la domanda: come mi sento davvero, oggi?
Quella domanda è l'inizio di tutto.
Se senti che questa energia ti parla, se mentre leggevi hai riconosciuto qualcosa di tuo, allora quello che trovi nel percorso dell'Amante, dentro il Cerchio di Kalena, è esattamente per te.
Ho costruito questo percorso per le donne che vogliono tornare a sentirsi. Dentro trovi:
Pratiche lunari, flow dinamici, dance yoga, pratiche per il ciclo mestruale, connessione e ascolto del corpo. Pratiche per le spose, face yoga, pratiche per chi vuole sentirsi e viversi al massimo della femminilita, che non significa essere perfette o bombe sexi, significa sentirsi bene con se stesse!
Non ti chiedo di essere pronta. Ti chiedo solo di arrivare.
Il Cerchio ha una prova di 21 giorni gratuiti, Clicca qui per scoprire come iniziare la tua prova gratuita 👉🏼 : PROVA 21 GIORNI IN CERCHIO
Amore e luce
Elena




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